Santa Pasqua, tempo di grazia. Tempo per rivivere l’annuncio di salvezza reso evidente dal sepolcro vuoto annunciato da Maria di Magdala agli apostoli nella narrazione di Giovanni.

“Non sempre ci dicono che il Vangelo è vero”, ha chiarito Don Alberto durante l’omelia nella Messa delle 10. “A volte ci viene descritto con battute che fanno pensare piuttosto a qualcosa di simbolico”. Nel brano ascoltato emerge invece nella sua evidenza – ha proseguito il parroco – “il racconto di qualcosa che è successo realmente; è una scena un po’ frenetica con uno che corre e poi aspetta l’altro - Simon Pietro - presso il sepolcro”.

La Pasqua quindi è anche un momento in cui “celebriamo insieme e cerchiamo di avvicinarci a qualcosa che è accaduto davvero” e che occorre conoscere con precisione, ha aggiunto don Alberto, perché “ se vogliamo essere testimoni preparati dobbiamo accertarci noi per primi che quello che diciamo sia verificato”.

Un invito forte alla responsabilità, da vivere in primo luogo nella concretezza delle scelte e attraverso le azioni, per “dare una testimonianza vera di quello che è il Vangelo”. Come? Don Alberto è stato, nel rivolgersi all’assemblea, chiarissimo: “Dateci una mano!”.

Sono tante le attività proposte dalla parrocchia in questo senso, perché ciascuno trovi il proprio spazio di partecipazione nella vita comunitaria: dall’adorazione eucaristica, al servizio ai poveri della mensa della carità, attività questa tanto più importante in previsione dell’arrivo della stagione estiva e che richiede appena un turno di servizio ogni tre mesi. Per arrivare a una proposta nuova, quella del Fondo di comunione, iniziativa nata per mettere in campo “sentimenti e azioni concrete di solidarietà”, partendo dai carismi personali e dalle risorse di ciascuno: tempo, competenze su aspetti concreti e interventi di sostegno di carattere economico-finanziario. Per finire con la benedizione delle case nell’ambito della Missione del Tempo di Pasqua 2017. “Un modo per raggiungere tutte le famiglie e farci presenti - ha sottolineato il parroco- come comunità”.

Perché “non c’è nessuno talmente forte da poter fare a meno degli altri e nessuno talmente debole da non poter fare nulla per gli altri”, ha concluso don Alberto. “Ciascuno ha da ricevere e da dare: la comunità ha bisogno di tutti”.

 

Eugène Burnand, Les disciples Pierre et Jean courant au sépulcre le matin de la Résurrection (Parigi, Museo d’Orsay, 1898)

 

Eugène Burnand

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