Leggendo la esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi ed in particolare  la parte seconda "Che cosa significa Evangelizzazione "  si può capire il perché questa esortazione di S.Paolo VI é consigliata come testo di riferimento per la formazione nelle cellule parrocchiali.   In particolare attraverso i paragrafi da 21 a 24 vediamo descritto il processo di evangelizzazione(chiamato bomba o rete o fiore....).

Infatti :

21.IMPORTANZA PRIMORDIALE DELLA TESTIMONIANZA DI VITA (Servizio)

:La buona novella deve essere proclamata mediante la testimonianza che include l'accoglienza, comprensione ,solidarietà servizio.......

Allora con tale testimonianza senza parole, questi cristiani fanno salire nel cuore di coloro che li vedono vivere, domande irresistibili: perché sono così? Perché vivono in tal modo? Che cosa o chi li ispira? Perché sono in mezzo a noi? Ebbene, una tale testimonianza è già una proclamazione silenziosa, ma molto forte ed efficace della Buona Novella. Vi è qui un gesto iniziale di evangelizzazione. presagiscono senza poterlo nominare.
Altre domande sorgeranno, più profonde e più impegnative; provocate da questa testimonianza che comporta presenza, partecipazione, solidarietà, e che è un elemento essenziale, generalmente il primo, nella evangelizzazione ...............

22.NECESSITÀ DI UN ANNUNCIO ESPLICITO (condivisione espiegazione)

 

 Tuttavia ciò(la testimonianza) resta sempre insufficiente, perché anche la più bella testimonianza si rivelerà a lungo impotente, se non è illuminata, giustificata - ciò che Pietro chiamava «dare le ragioni della propria speranza» (52), - esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù. La Buona Novella, proclamata dalla testimonianza di vita, dovrà dunque essere presto o tardi annunziata dalla parola di vita. Non c'è vera evangelizzazione se il nome, l'insegnamento, la vita, le promesse, il Regno, il mistero di Gesù di Nazareth, Figlio di Dio, non siano proclamati. ................................
23.PER UN'ADESIONE VITALE E COMUNITARIA (affidamento e comunita)

 L'annuncio, in effetti, non acquista tutta la sua dimensione, se non quando è inteso, accolto, assimilato e allorché fa sorgere in colui che l'ha ricevuto un'adesione del cuore. Adesione alle verità che, per misericordia, il Signore ha rivelate. Ma più ancora, adesione al programma di vita - vita ormai trasformata - che esso propone. Adesione, in una parola, al Regno, cioè al «mondo nuovo», al nuovo stato di cose, alla nuova maniera di essere, di vivere, di vivere insieme, che il Vangelo inaugura. Una tale adesione, che non può restare astratta e disincarnata, si rivela concretamente mediante un ingresso visibile nella comunità dei fedeli. Così dunque, quelli, la cui vita si è trasformata, penetrano in una comunità che è di per sé segno di trasformazione e di novità di vita: è la Chiesa, sacramento visibile della salvezza (53)..................................

24.FA SORGERE UN NUOVO APOSTOLATO

Finalmente, chi è stato evangelizzato a sua volta evangelizza. Qui è la prova della verità, la pietra di paragone dell'evangelizzazione: è impensabile che un uomo abbia accolto la Parola e si sia dato al Regno, senza diventare uno che a sua volta testimonia e annunzia.........................

PROPOSIZIONE 58: MARIA STELLA DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Il Concilio Vaticano II ha presentato Maria nel contesto del mistero di Cristo e della Chiesa (cfr LG, 52-68). Papa S.Paolo VI l’ha dichiarata “Stella dell’evangelizzazione”.
Lei è perciò il modello della fede, della speranza e dell’amore. Lei è il primo aiuto che conduce i discepoli al Maestro (cfr Gv 2). Nel Cenacolo, è la madre dei credenti (cfr Atti 1,14). In quanto Madre del Redentore, Maria diventa testimone dell’amore di Dio. Lei compie liberamente la volontà di Dio. Lei è la donna forte, che insieme a Giovanni, rimane ai piedi della Croce…

 

Al n. 82 della Evangelii Nuntiandi (Evangelizzazione nel mondo contemporaneo) S Paolo VI afferma: “…Al mattino della Pentecoste, Ella (Maria) ha presieduto con la sua preghiera all’inizio dell’evangelizzazione sotto l’azione dello Spirito Santo: sia lei la Stella dell’evangelizzazione sempre rinnovata che la Chiesa, docile al mandato del suo Signore, deve promuovere e adempiere, soprattutto in questi tempi difficili ma pieni di speranza!”.

Il manuale di evangelizzazione delle cellule parrocchiali “Corso Leader” edito da don Piergiorgio Pierini presidente dello SCPE(Sistema celule parrocchiali di evangelizzazione) prevede per la formazione dei leader di cellula lo studio, fra l’altro , della esortazione apostolica Evangeli Nuntiandi.

Questa consuetudine di riferirsi, all’evangeli Nuntiandi ,come testo di studio, è confermata dai manuali di formazione delle cellule parrocchiali “Evangelizzare con le cellule” “Evangelizzare l’ambiente di vita “ di don Gian Matteo Botto. Questi manuali sono ricchi delle citazioni del magistero della Chiesa successivo a S.Paolo VI(S.Giovanni Paolo II,papa Benedetto XVI,papa Francesco.

L’importanza di Maria “Stella dell’evangelizzazione” per il cammino delle cellule è ricordato dalla preghiera che si rivolge normalmente  a Maria Stella dell’Evangelizzazione alla fine di ogni incontro di cellula,subito dopo il Padre nostro che recitiamo rivolti verso l’esterno ,che preghiamo in uscita verso fuori,a chi da noi aspetta il vangelo.

 



 

Abbiamo visto, in un articolo precedente, che nel corso “Evangelizzare l’ambiente di vita” ci eravamo chiesti : "Cosa fare dopo che il fratello che stiamo evangelizzando ha fatto il primo affidamento a Gesù “ e avevamo presentato come possibilità il cammino di crescita  nelle cellule parrocchiali di evangelizzazione.

Per presentare lo svolgimento di un incontro di cellula, i membri di ciascun gruppo di condivisione del corso si sono riuniti in casa di uno di loro. Sono state consegnate delle schede dove erano illustrati i sette momenti dell’incontro e le crescite spirituali nella cellula .

Don Alberto,oltre alle schede , aveva preparato un insegnamento da ascoltare ed approfondire nell’incontro.Dopo la presentazione delle schede si é svolto un incontro di cellula.

Questi incontri nelle case sono stati definiti dei laboratori nei quali iniziare a progettare e/o riprogettare il cammino di evangelizzazione scoprendo e/o riscoprendo l’importanza dei momenti dell’incontro per la crescita nella condivisione di fede e nella motivazione all’evangelizzazione.

Così è stato .L’incontri sono andati bene e sono stati partecipati con gioia. Le schede consegnate sono state lette e approfondite aggiungendo altre informazioni di carattere pratico che sono state molto gradite.

Nello svolgimento di questi incontri ,nella condivisione di fede, nella riflessione insieme sulle crescite spirituali di questo cammino, abbiamo sentito,meglio risentito, il profumo della presenza di Dio che può essere donato da questo petalo del fiore del processo di evangelizzazione”la cellula”.

L’insegnamento registrato per il corso : “Chi siete andati a vedere?” Mt 11,2-11 è stato molto gradito .L’insegnamento è risultato particolarmente utile per chi di noi si trova ad evangelizzare “portando in questo momento della sua vita ”la croce”.

Nella Parola letta (Mt11,2-11) Giovanni Battista , forse un poco sorpreso nel vedere realizzarsi un tipo di Messia così diverso da quello che si attendeva (Mt 3,10-12) e forse dubitando, messo alla prova dalla incarcerazione , che il progetto portato avanti da Gesù non fosse ancora quello voluto da Dio e che tutto quello, per cui lui si era impegnato ed aveva faticato in attesa del Messia fosse stato vano, manda da Gesù i suoi discepoli a dirgli : sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?

Gesù risponde in maniera netta fugando ogni dubbio”Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete:i ciechi riacquistano la vista,gli zoppi camminano ,i lebbrosi sono purificati,i sordi odono ,i morti risuscitano,ai poveri è annunciato il Vangelo .E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo.

Nell’approfondimento del brano abbiamo riflettuto su cosa per noi il Signore volesse dire in quel momento della nostra vita .

Il Signore Gesù ha detto ad alcuni di noi stanchi ,dubbiosi,frustrati nel vedere a volte vanificato il nostro impegno di evangelizzazione ,bloccati dalle difficoltà,ci ha detto :

 

“vedete i frutti del vostro lavoro: avete accolto tutti ,tutto il popolo di Dio nessuno escluso,continuate a farlo. Nelle vostre cellule sono passate circa 740 persone che hanno fatto un percorso spirituale in una chiesa domestica pregando,leggendo la Parola, condividendo la fede,ascoltando ed approfondendo l’insegnamento registrato dal Pastore.Questo avrà sicuramente influito sulla loro vita cristiana, anche se questo cammino fosse durato qualche mese,un anno soltanto.

Nelle vostre cellule avete camminato con tre persone che sono diventati diaconi permanenti,uno che è diventato monaco,due suore.;avete camminato con tanti fratelli lontani che percorrevano strade pericolose e sono alla tornati alla fede ..

Quindi come Giovanni continuate a cercare quella Parola profetica che può aprire il cuore e le resistenze dei fratelli che evangelizzate; non vi fate però  bloccare dallo” scandalo della croce” che,lo sapete , portate insieme a Me e considerate, per accrescere la vostra motivazione, i frutti del vostro impegno. 

Mentre evangelizzate sarò con voi fino alla fine del mondo e porterò anche io la vostra croce.

 

 Cosa fare dopo che il fratello che stiamo evangelizzando ha fatto il primo affidamento a Gesù.

 

Nel corso Eav (Evangelizzare l’ambiente di vita) abbiamo visto il processo di evangelizzazione di un fratello facente parte del nostro oikos. Il processo di evangelizzazione lo abbiamo rappresentato con un fiore.

Il gambo rappresenta la preghiera che porta nutrimento ,sostegno a tutto il processo (fiore)e i petali del fiore rappresentano gli step del processo ( oikos,servizio,condivisione,ascolto,spiegazione,affidamento) Dopo l’affidamento é importante invitare   il fratello ad un ritiro di rinnovamento della vita (perché possa accogliere Gesù e il dono dello SS con rinnovata profondità); Il fratello sarà aiutato a rinnovare la propria vita spirituale anche partecipando ad uno stabile cammino comunitario (cammino di crescita cristiana per l’evangelizzazione di coloro che sono ancora lontani dalla fede )

Nella nostra parrocchia è stato adottato , seguendo gli insegnamenti del Santo padre e del sinodo diocesano di sviluppare le piccole comunità , un metodo per questa crescita cristiana che si chiama metodo delle cellule parrocchiali di evangelizzazione.

Cioè dopo aver aiutato un fratello ad affidarsi al Signore lo invitiamo ad entrare in una cellula per fare questo cammino di crescita.

Ma è proprio indispensabile entrare in una cellula ? Certo che no.

Diciamo subito che la cellula non è l’unica via di Salvezza ; noi seguendo il processo di evangelizzazione preghiamo,serviamo il fratello,condividiamo con lui la nostra fede,diamo a lui delle risposte alle sue domande su questioni di fede (aiutandolo quando è necessario a parlare con un sacerdote) facciamo tutto questo perché il fratello accolga Gesù e poi entri attivamente nella comunità cristiana e cresca poi spiritualmente ,frequentando i sacramenti e ed accettando anche lui il mandato di evangelizzatore.

La cellula però ,per completare ed attuare questo processo di evangelizzazione ,è un dono un aiuto immenso,perché come vedremo permette di sperimentare la gioia della fraternità e il sostegno dei fratelli ,di fare una vera crescita nella fede e nel desiderio di mettersi al servizio. La cellula sta in mezzo tra l’affidamento a Gesù e l’inserimento nella comunità eucaristica domenicale ed è quindi l’ideale per chi ha incontrato Gesù ma non è ancora pronto ad entrare in una comunità più grande come è la parrocchia..

La cellula è una grazia per gli ultimi arrivati .Chi ritorna alla chiesa dopo anni è come un bambino appena nato ,ha bisogno di una cura speciale ,ha bisogno di una piccola famiglia che lo aiuti a nutrirsi ,a camminare.

Abbiamo pensato quindi che la cellula possa essere un ulteriore passo nel processo di evangelizzazione e quindi abbiamo aggiunto al fiore  un petalo  con scritto "cellula"

Nel corso Eav I sette momenti dell’incontro di cellula sono stati presentati facendo un incontro nelle case e sono illustrati nelle schede A//B e C preparate da don Alberto e consegnate ai partecipanti.

Può essere utile ricordarci che cosa è una cellula di evangelizzazione parrocchiale.(riferimento al “Corso leader “di don Piergiorgio Pierini “)

Una “cellula” è un piccolo gruppo in costante moltiplicazione, al cui interno esistono relazioni di oikos, che ha lo scopo di evangelizzare, fare discepoli e svolgere il proprio ministero attraverso relazioni quotidiane.

 

-Distinzione fra gruppo e cellula.

Gruppo può accogliere persone a livello a cui è giunto .Cellula si china sull’ultimo arrivato perché orientata all’evangelizzazione

-La maggior parte della cellula è svolta fuori degli incontri ; l’evangelizzazione fatta dai membri viene condivisa nell’incontro in cui si trova forza

-Piccola quindi c’ è spazio per condividere ed approfondire.

- Come un organismo mono cellulare si può moltiplicare non appena ha raggiunto una certa dimensione .La moltiplicazione perette di raggiungere nuove persone nuove case al tempo stesso mantenendo il vantaggio di essere piccola.

-nella cellula esistono relazioni di oikos ,non ne fanno parte persone che fanno attività a fasce(giovani,anziani,coniugi,).In ogni cellula ci possono stare istruiti o meno,poveri e ricchi, tutto il popolo di Dio anche se in passato è stato conosciuto per la sua vita non specchiata ed i suoi comportamenti non irreprensibili.

- Ministero ecclesiale :

La cellula è una specie di “chiesa di vicinato”, perché in essa si svolgono molte funzioni della Chiesa, molti ministeri ecclesiali. Attraverso la cellula e il ruolo dell’animatore , il pastore della comunità segue spiritualmente i fedeli affidatigli, li alimenta con il solido nutrimento della Parola di Dio, li forma nella fede perché siano veri discepoli del Signore e li abilita all’evangelizzazione.

Nella cellula ognuno trova il suo spazio per mettersi a servizio dei fratelli, con amore e umiltà.

-Come avvengono le crescite spirituali nella cellula.

La preghiera spontanea nella cellula aiuta la crescita del rapporto di amore con Dio. entrando in intimità con Lui.

Non c’è intimità se non c’è reciproca conoscenza..quindi siamo spinti a conoscere di più Dio ad iniziare un cammino di approfondimento della nostra identità di fede

La condivisione di Gesù e l’approfondimento in cellula già aiutano ad allargare la visione e ed i contenuti della fede.

Non è solo approfondire i contenuti della fede ma anche vivere in maniera coerente questi contenuti. .(lettera di Giacomo” a cosa serve la fede se anche la fede non è seguita dalle opere)quindi Dare e ricevere sostegno nella cellula e poi negli ambiti della vita

Addestramento altri evangelizzatori

-Per l’evangelizzazione in una cellula è importante la presenza di un co-leader che affianca il leader aiutandolo nella crescita della cellula e che si forma tenendosi pronto ad assumere la responsabilità della cellula figlia dopo una moltiplicazione.

La formazione del co-leader viene fatta dal leader ed attraverso corsi specifici

Crescere nella capacità di condividere Gesù con gli altri .Il gruppo è una palestra di condivisione;c’è una educazione vicendevole alla fede.

-In cellula si comincia a vivere quello che il Signore ci ha comandato:che vi amiate gli uni ,gli altri. ,quindi Crescere nell’amore reciproco;

la cellula dove ci conosciamo bene nei pregi e difetti è una buona palestra per poi entrare nella comunità più grande .)-Svolgere un ministero nel corpo mistico della Chiesa)Nella cellula si svolgono servizi sotto la guida dell’animatore e ci prepariamo a farlo anche nella parrocchia sempre con lo spirito di non cercare la nostra gratificazione appropriandosi dell’attività,ma in spirito di obbedienza di svolgere i servizi indicati dal parroco e dai responsabili.

 

PAPA FRANCESCO E LE CELLULE

 

Nel 2015 Papa Francesco ha incontrato in settembre in Vaticano le Cellule parrocchiali di Evangelizzazione in occasione del riconoscimento definitivo che era venuto nel maggio di quell’anno dopo il riconoscimento provvisorio ad experimentum avvenuto nel 2009.

 

( Papa Benedetto XVI durante il Convegno Diocesano di Roma nel 2009, invitò a dar vita ai piccoli gruppi in ogni parrocchia, per annunciare Cristo, ci confermò così nel metodo delle Cellule, di incontrarci per piccoli gruppi.)

 

Papa Francesco ha detto ,fra l’altro,nel suo discorso ai membri delle cellule”voi avete la vocazione di essere un seme mediante il quale la comunità parrocchiale si interroga sul suo essere missionario e per questo sentite irresistibile dentro di voi la chiamata ad incontrare tutti per annunciare la bellezza del Vangelo .Con il vostro impegno quotidiano e in comunione con le altre realtà ecclesiali,voi aiutate la comunità parrocchiale a diventare una famiglia in cui si ritrova la ricca e multiforme realtà della Chiesa.

 

Incontrarsi nelle case e condividere la gioia e le attese che sono presenti nel cuore di ogni persona ,è una esperienza genuina di evangelizzazione che assomiglia molto a quanto avveniva nei primi tempi della chiesa. Lo ricorda san Luca negli Atti degli Apostoli(2,46-47)”

 

 In questi anni abbiamo sperimentato che la cellula permette di dare un volto concreto al Vangelo vissuto, nella comunità, nel servizio e con una autentica e verificabile crescita spirituale ed espansione missionaria

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