In questo periodo, in cui la nostra comunità é invitata a fare memoria, voglio ricordare, con delle testimonianze che mi sono pervenute,alcuni fratelli e sorelle che sono stati per noi punti di riferimento nel nostro cammino di fede

 

1) Memoria di Vanda

Incontrai Vanda 14 anni fa, ero da poco tornata a frequentare la Parrocchia, non conoscevo nessuno e all’ennesimo avviso ,nel 2005 del Viaggio in Terra Santa, mi iscrissi .- Lì fui “affidata” a lei e da allora Vanda fu sempre mio punto di riferimento.- Bella, bella, bella Vanda ; gioiosa, paziente, accogliente, sempre con un sorriso di amore. Ho ammirato la sua sobrietà , la sua “compostezza”, l’ equilibrio ; sempre gradevole e garbata e al contempo ironica e determinata.- Che grande dono il Signore Mi e Ci ha fatto di poterle stare accanto, esempio e testimonianza di Fede al Servizio del Signore.- Ricordo sempre il suo stupore e la sua commozione quando raccontava :” ogni volta, che vado sull’altare per dare la comunione e prendo “Gesù” tra le mani, la mia anima, il mio cuore si “riempiono”, si colmano completamente di Lui e questo ogni volta, ogni volta”.-Porto sempre con me un suo ricordo e nei momenti di solitudine, in cui mi sento ferita, incompresa , lo stringo al cuore, cara Vanda , sei consolazione - Prego il Signore di concedermi, concederci, attraverso il tuo esempio la pienezza della Fede, fatta di intimità e reciproco amore per Cristo con Cristo in Cristo.-

Ciao Vanda, ci vediamo.

 ANNA

 

 

Vanda ci ha lasciato qualche anno fa , quasi in punta di piedi ,in fretta,con discrezione quasi come per non dare troppo fastidio, così come aveva servito nella comunità, non risparmiandosi fino all'ultimo nel servizio e cercando sempre di venire incontro alle esigenze degli altri.

 

 

Il suo primo servizio in Parrocchia è stato alla caritas nella nostra parrocchia e lo ha svolto con molto entusiasmo .Aveva conosciuto don Luigi Di Liegro nella sua parrocchia di origine al Prenestino.

 

Con lui giovane sacerdote ,allora vice parroco, aveva fatto il giuramento prima del matrimonio.

 

Vanda aveva poi potuto incontrare molte persone,svolgendo il suo servizio di ministro straordinario dell’eucaristia,partecipando alla missione parrocchiale,al servizio liturgico,al lavoro di segreteria nell’ufficio parrocchiale,al servizio nel sistema delle cellule parrocchiali di evangelizzazione; si faceva notare per il suo sorriso,l’arguzia,la gioia di vivere e di lavorare nella vigna del Signore.

 

Ricordo il suo sorriso quando l’incontravi per strada e stava portando la comunione agli anziani e ai malati;un sorriso che voleva dire:sono contenta di portare Gesù,sono contenta di vederti ma ora tu lo sai non mi posso fermare a parlare con te perché ho con me l’ostia consacrata.

 

Ricordo le visite fatte insieme con lei,durante la missione parrocchiale,sapeva capire subito le situazioni che si presentavano ed agire di conseguenza,con carità.

 

Se avevi un problema a svolgere un servizio ti diceva:

 

non ti devi preoccupare ci penso io; chiedeva aiuto raramente ed in particolare mai per se.

 

Nella comunità ci rivolgevamo a lei per avere un consiglio per fare discernimento,riconoscendo il suo equilibrio e la sue doti spirituali.

 

Nel 1997 con altri parrocchiani ed il vice parroco don Gian Matteo si recò a Milano al Seminario internazionale delle Cellule Parrocchiali di evangelizzazione per apprendere e poi promuovere nella nostra parrocchia questo metodo di evangelizzazione.

 

Negli anni successivi servì nelle cellule parrocchiali prima con don GianMatteo ed in seguito con don Alberto ,svolgendo il servizio di leader di cellula,di divisione e di area.

 


Ci manchi Vanda con il tuo sorriso accogliente ci "costringerai"sempre ad essere tutti più buoni, a servire di più per colmare , nella nostra comunità che è parte del Corpo di Cristo, la mancanza di un membro così umile e così importante.

 Vincenzo 
 

Vanda è stata e rimarrà per tanti di noi un’AMICA, di quelle rare, di quelle vere, che fanno poche domande perché ti leggono dentro e dicono poche parole, pesate, quelle efficaci, che fanno bene. Come dice il libro del Siracide “una bocca amabile, un linguaggio gentile, un rifugio sicuro, una perla rara”. Così è stata Vanda.

 

E’ stata e rimarrà per tanti di noi una MAMMA, sempre accogliente e pronta ad ascoltare, a dare consigli ma anche a dirti la sua. Una mamma anche per i suoi figli carnali ed i suoi nipoti di cui parlava poco ma che amava più della sua stessa vita e custodiva nel suo cuore come una benedizione dal cielo;

 

Era una donna SAGGIA, di quella saggezza biblica che è “rettitudine, timore del Signore, acqua profonda, ruscello perenne” come dice il libro dei Proverbi.

 

Ho avuto il dono di frequentarla assiduamente, per anni in diverse situazioni ma particolarmente nel cammino delle cellule parrocchiali di evangelizzazione e, fino a qualche settimana fa, alla Cappellina dell’Adorazione Eucaristica, il lunedì mattina alle 8.00.

Sono sempre rimasta stupita della sua FEDE FRESCA E GIOIOSA, quella fede che appartiene solo a chi ha una grande intimità con il Signore, quel senso di responsabilità di chi vive gli incarichi affidati dal Parroco con obbedienza e senza recriminazioni; ho sempre apprezzato la sua concretezza e praticità propria di chi non si sottrae mai ai problemi ma anzi aiuta a risolverli, come faceva quotidianamente sul terreno di frontiera che è l’ufficio parrocchiale.

 

Era una TESTIMONE autentica, solida come la roccia ma semplice come una colomba, che viveva con Gesù e di Gesù e che lo portava agli altri, con grande umiltà ed amore, con l’Eucarestia ma anche con tanti piccoli gesti e parole quotidiani.

 

Era una donna GENEROSA, che non si è mai risparmiata anche quando l’età e gli acciacchi si facevano sentire. Era solita dire che se il Signore la teneva in vita era perché voleva che facesse ancora qualcosa per Lui. E lei con entusiasmo, si rimetteva in carreggiata e ripartiva.

 

Era una persona CURIOSA, desiderosa di conoscere. E’ nota a tutti la sua passione per i viaggi nei luoghi più lontani da cui tornava rinvigorita e piena di entusiasmo. Una passione umana che dimostrava il suo grande amore per la vita, la sua intelligenza viva ed il suo desiderio di conoscere sempre nuovi paesi, nuove persone. Anche i viaggi diventavano occasione per lodare Dio della bellezza del creato!

 

Non l’ho mai sentita chiedere nulla per sé se non di essere aiutata ad essere sempre più fedele al Signore, conoscitrice della sua Parola e serva fedele. Nessuna richiesta per sé. Mai. Il Signore l’ha ricompensata riempiendola del suo amore che lei ha sparso a piene mani in questo quartiere, in questa comunità e non solo.

 

Ci manca la tua presenza discreta e silenziosa, il tuo linguaggio misurato, il tuo sguardo limpido e penetrante, il tuo sorriso onnipresente (anche dal letto di ospedale ne avevi per tutti!), la tua disponibilità messa spesso a dura prova, il tuo farti da parte per far risplendere il Signore che è dentro di te ed il tuo amore per gli altri.

 

E mi piace immaginarti come un’aquila dalle ali dorate che continuerà a volare, a vegliare e proteggere la sua famiglia e questa nostra comunità.

 

GRAZIE VANDA! IL SIGNORE TI AVRA’ GIA’ACCOLTO ACCANTO A SE’, TRA I GIUSTI.

 Adriana B.

 

Conobbi Vanda nel mese di settembre del 1999 al primo ritiro Nuova Vita che fu organizzato in parrocchia da don Gian Matteo. Io Anna Rita e la piccolissima Teresa ci eravamo trasferiti in questa zona da circa un anno e, per volere di mia moglie, partecipammo al ritiro spirituale che la nuova parrocchia offriva.

 

Vanda era la responsabile del gruppetto di condivisione in cui ero stato inserito e fu subito accogliente con me: ero nuovo per la comunità e non conoscevo nessuno, ma la sua voce dolce, gli occhi azzurri accoglienti, il suo sorriso di pace e i suoi gesti, tutto mi metteva a mio agio. Fu un’esperienza entusiasmante!

 

Vanda intercedeva per ciascuno di noi e per me non palesemente, ma in silenzio, senza farsi notare e addirittura, lo scoprii anni dopo, nelle pause di conversazione: aveva proprio il dono dell’intercessione.

 

Dopo quella indimenticabile esperienza in cui, anche grazie a lei, ricevetti il dono di incontrare in un modo nuovo e personale il Signore Gesù, Vanda fu per me come una seconda madre, serena e disponibile, gioiosa e di grande fede a cui rivolgermi: lei mi ha aiutato a svolgere il mio servizio in parrocchia con serenità e con gioia.

 

Da lei ho imparato a intercedere per gli altri, a fidarmi e affidarmi al Signore Gesù nei momenti delicati della vita e nel servizio ai fratelli e al Signore, a non perdere la pace nelle situazioni complesse, contrarie o dolorose, ad invocare lo Spirito Santo nell’evangelizzazione e nella testimonianza di fede.

 

Come custodiva il Santissimo Sacramento quando portava la comunione ai malati! In quei momenti, quando la incontravo per strada, era di una dolcezza e delicatezza uniche: portava in grembo il suo Signore! E con altrettanta premura e rispetto si occupava del Santissimo nell’Adorazione Eucaristica perpetua nella cappella del Sacro Cuore.

 

Nella missione parrocchiale Vanda era la parola di conforto e di speranza nella tristezza e nella solitudine; nei pellegrinaggi era la presenza allegra spensierata piena di vivacità di che vive ogni momento con Gesù Salvatore; nell’ufficio parrocchiale era la disponibilità all’accoglienza e all’ascolto dei bisognosi; nel servizio nelle Cellule parrocchiali di evangelizzazione era il sostegno e la guida, capace di incoraggiare e consolare tanti fratelli e sorelle.

 

Anche afflitta dal male che la logorava di dentro è sempre rimasta la stessa Vanda che abbiamo conosciuto: i suoi occhi sempre dolci, il sorriso sulle labbra, la parola buona pronta per ogni persona, la battuta per alleggerire la tensione, la preghiera con fede ogni momento nel suo cuore e nella sua mente.

 

Grazie Vanda per il tuo esempio bellissimo di fede quotidiana, gioiosa e vivace in Gesù.

 Luigi

 

2) Meoria di Bruno

 

Bruno, era un fratello grande nella fede, ma umile e sorridente sempre.

Di fianco al celebrante era il ministrante servizievole, nelle feste e processioni l’aiutante umile e fedele che si incaricava dei compiti più gravosi, negli incontri in parrocchia il sorriso accogliente, nei corsi di evangelizzazione l’uomo di fede e di preghiera gioioso e pronto alla battuta spiritosa mai fuori posto, grandissimo devoto della Madonna.

Venne a casa mia e di Anna Rita agli incontri di cellula, quando la nostra era appena nata nel 2001 con leader Vincenzo, e Bruno si distinse per l’affabilità e il sorriso.

Poi, quando io divenni leader, Bruno era la nostra roccia: era lui a cominciare la condivisione, ed era sempre pronto a riconoscere ogni volta ciò che Dio compiva nella sua vita e lo lodava per questo.

Portò in cellula Maurizio, poi Luciano...

Quando la cellula si moltiplicò, Bruno divenne un punto saldo della cellula figlia e presto collaborò con il nuovo leader con grande disponibilità, cosicché quando il leader dovette lasciare per ragioni famigliari, lui fu pronto a subentrare accettando con gioia e amore questo compito.

Non era di tante parole, forse talvolta poteva aggiungerne alcune in più, ma il suo sorriso e la sua voce sempre gentile lo rendevano ai miei occhi un “gigante buono”. Mi sia concesso l’ardire, Bruno era un Cristoforo, cioè un portatore di Cristo in famiglia e in mezzo al mondo.

Ha affrontato la malattia sempre con quegli occhi sorridenti e con tanta pazienza. Il figlio Daniele nel momento cruciale della malattia condivise con una carissima amica di Bruno:

“Papà è stato cambiato radicalmente dal Signore, ovviamente in meglio, e più percorreva il suo cammino di fede e più il Signore gli dava tanti doni, ma anche tante prove; ora la prova più dura e quella definitiva che conferma la fedeltà di papà verso Dio è questa... la malattia”.

Ringrazio tanto il Signore per il dono così bello e prezioso di Bruno.

A lui chiediamo di intercedere, nella sua posizione privilegiata vicino a Maria SS.ma e Gesù, di ottenere per noi che possiamo crescere nell’amore per Gesù e per i fratelli nella semplicità e nella umiltà.

Luigi

 

3) Memoria di Pietro Paolo

 

 

 

Conobbi bene Pietro Paolo durante il pellegrinaggio in Terra Santa con la Parrocchia S. Maria Madre della Provvidenza e con don Gian Matteo nell’agosto del 2007. Allora conoscevo la moglie Lina, che frequentava da qualche anno le nostre Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione.

 

Lo conobbi come un uomo disponibile ad assumersi volentieri qualche servizio, sempre sorridente, capace di trasmettere calma e sicurezza, umile e semplice, aperto al dialogo e molto innamorato di Lina. Aveva modi gentili, semplici e composti.

 

Durante le visite ai Luoghi Santi entrò in perfetta sintonia con la comunità che pregava, e nelle visite storiche era interessato; si vedeva che era uno che sapeva, ma non lo dava a vedere.

 

Nell’ascesa al monte Sinai fu un sostegno e un aiuto per molti e, una volta giunti in cima, seppe godere di quel panorama mozzafiato, vicini a Dio Creatore, proprio nel momento in cui la notte cede il passo all’aurora e poi all’alba. Poi, nella discesa, scoprii che aveva la forza e l’agilità di uno stambecco e fu capace di percorrere in pochissimo tempo il tragitto ripido per vie traverse, senza seguire alcun sentiero. È lì che venni a sapere che era “un montanaro” dell’Abruzzo, e come seguace di don Bosco era stato responsabile di innumerevoli campi giovani salesiani.

 

Da quella indimenticabile esperienza, scaturì un’amicizia e si iniziò la comune frequenza di cellula. Pietro Paolo fu contento di intraprenderla, e poco dopo Lina lo raggiunse. Dopo un bel cammino insieme, il 16 maggio 2010 Pietro Paolo e Lina divennero leader della cellula “Arcobaleno”. Nell’entusiasmo con cui entrambi hanno servito in questi anni, c’era sempre la disponibilità al servizio e l’intelligente critica costruttiva. Servì anche come division.

 

Non era residente nel territorio parrocchiale, ma semplicemente lavorava nella sede dei Vigili Urbani di via di Donna Olimpia in qualità di Capitano, e qui trovò con la moglie la comunità in cui vivere e crescere nella fede e nell’evangelizzazione. Si prestò nel servizio della Mensa della Carità, come cuoco, servitore ai tavoli, nell’accoglienza: aveva una forma di attenzione particolare per i bisognosi e i poveri, e trasmetteva a tutti questo desiderio di fare di più e con amore per loro, come a dei fratelli in Cristo. La sua idea di Chiesa era di una istituzione povera che serve i poveri.

 

Improvvisamente, si scoprì la malattia, un male che non perdona. La sua vita, in realtà, sembrò non cambiare: Pietro Paolo continuava a essere sempre sorridente, disponibile e attivo, nonostante le numerose visite mediche e i ricoveri ospedalieri, la moglie Lina sempre al suo fianco.

 

Il sacro rito dell’unzione degli infermi insieme ad Enrico Stopponi fu un momento di intensissima preghiera e comunione fraterna con don Alberto e tutta la comunità: ci piegammo tutti sui nostri due amati fratelli, entrambi colpiti dal male. Anche quando il male divenne così aggressivo da tormentarlo notte e giorno, invece di compiangersi, si preoccupava della salute di Enrico, poi pianse alla sua morte, fu quindi turbato della rapidissima fine di Vanda e rimase scosso dalla malattia che colpì don Gian Matteo. Per tutti c’era interessamento sincero, preoccupazione pura e intercessione. Il suo cuore era rivolto al male altrui, non al proprio.

 

La malattia non gli impedì di gioire della nascita della prima nipotina, Clara, e di festeggiare il suo Battesimo in parrocchia; allo stesso modo gioì per Emma, la seconda nipotina. Quando lo andavamo a trovare, i suoi figli Mirco, Ilenia e Loredana, erano sulle sue labbra, e le nipotine sulla sua bocca che rideva e ringraziava il Signore dei tanti e bei momenti vissuti con loro, fino alla fine! Ormai consumato dal male e con la voce divenuta flebile, i suoi occhi brillavano quando condivideva la bella comunione famigliare dell’estate vissuta a Fregene con tutti i suoi cari.

 

Pietro Paolo è stato per me e per tutta la comunità un modello di fede nel Signore e di affidamento totale a Lui nella sua vita famigliare, lavorativa, comunitaria ed esempio di serenità con cui ha affrontato il lungo calvario della malattia e la morte, avvenuta nella ricorrenza delle Sacre Stimmate di San Francesco (17 settembre 2015); il male gli ha fatto sperimentare sulla sua carne la croce e la morte e lo ha avvicinato a San Francesco d’Assisi, alter Christus.

 

Ora dal Cielo, vicino alla Madonna e a don Bosco, veglia sui suoi cari e intercede. Grazie Pietro Paolo, per la testimonianza pura e bella di fede che ci hai donato. Grazie Signore, per il dono speciale e prezioso di Pietro Paolo. Santa Maria Madre della Divina Provvidenza, intercedi per lui e per tutti i suoi cari.

Luigi

 

 

Abbiamo sentito tante belle testimonianze sul nostro amico Pietro Paolo, ci hanno parlato della sua fede ,della sua generosità,del suo altruismo ,della sua capacità di riflettere con profondità ed originalità sugli eventi della vita ,del suo affetto per la moglie ed i figli ,della sua capacità di organizzatore che metteva a disposizione degli altri.

 

Penso sia bello aggiungere qualche testimonianza di chi fra noi ha avuto modo, per ragioni diverse, di frequentarlo di più.

 

Io in questo ultimo anno, quello della sua malattia, ho frequentato l’incontro della cellula parrocchiale di evangelizzazione di cui Pietro Paolo era leader insieme alla moglie Lina.

 

Era sorprendente vedere come ,anche nei giorni in cui soffriva di più per la sua malattia,riuscisse ad animare l’incontro con la preghiera, la riflessione sulla Parola,la condivisione di quanto operasse il Signore in quel momento particolare della sua vita. Pietro Paolo riusciva a prendersi cura dei membri della sua cellula anche nella sua malattia trasmettendogli quella forza che lo Spirito gli dava. Grazie Pietro Paolo per essere stato con noi,grazie per quello che hai fatto  anche in questo servizio di leader di cellula

vincenzo

 

4) Memoria di Enrico

 

Del nostro amico Enrico,della sua fede,dello spessore umano ,della sua serietà, della sua mitezza, della sua ironia,della sua disponibilità verso ogni persona, è stato detto tutto da molti.

 

Io desidero ricordare Enrico come leader di cellula.

 

Aveva detto il suo si al Signore che lo chiamava a questo ministero il giorno 29 gennaio del 2012.

 

Quel giorno, dalla moltiplicazione della cellula madre “Amen” animata da Sabina e PierPaolo nasceva la cellula figlia “Adrea”che Enrico  avrebbe animata .

 

La moltiplicazione,come molti ricorderanno, avvenne nel teatro parrocchiale durante l’incontro plenario di tutte le cellule che è ricordato in un articolo pubblicato in questa sezione alla pg 11,in questo sito parrocchiale che ha curato con amore e capacità per anni.

 

La morte di Enrico è avvenuta ancora un 29 gennaio,un nuovo si al Signore.

 

Grazie Enrico per la tua testimonianza di fiducia nel Signore che chiama e non lascia mai soli.

 

Grazie per quello che hai fatto  anche in questo servizio di leader di cellula.

Vincenzo

 

 5) Memoria di Nicoletta


Come ha detto il sacerdote durante la celebrazione del suo funerale,Nicoletta la ricordiamo per tutto il bene che ha fatto per tanti anni nella comunità parrocchiale in particolare nel suo servizio di catechista e ministro straordinario dell’eucaristia; alle persone con cui veniva a contatto nello svolgimento del suo servizio non faceva mancare ,anche in seguito, la sua vicinanza,il suo sostegno, la sua cura nella loro vita

 

Persona sempre attenta alle novità nella Chiesa Nicoletta aveva aderito al cammino delle cellule parrocchiali di evangelizzazione partecipando al corso di formazione per leader di cellula organizzato nella nostra parrocchia nell’anno 2000 e diventando in seguito leader di una cellula la cellula numero 16 fino all’anno 2008.

 

 

Ringrazio il Signore di averla donata alla nostra comunità

  Vincenzo

 

 6) Memoria di Natalina

 

 .

Come ha detto don Alberto durante la celebrazione del suo funerale , pensando a Natalina, viene subito in mente il suo sguardo accogliente, il suo sorriso che iniziava dai suoi occhi vivi..

Quante volte abbiamo incrociato questo sguardo in chiesa passando vicino a lei che solitamente sedeva in questi ultimi anni presso la terza colonna a destra..

Natalina aveva aderito al cammino delle cellule parrocchiali di evangelizzazione dal marzo 2000 ed aveva partecipato al corso di formazione per leader di cellula organizzato nella nostra parrocchia l’anno seguente.

Faceva parte della cellula 11”Mosè” di cui, da tanto tempo,ospitava l’incontro settimanale nella sua casa. .

Vogliamo ricordarla attraverso una testimonianza delle persone che, insieme a lei nella cellula “Mosè”, facevano il cammino delle cellule parrocchiali di evangelizzazione della nostra parrocchia.

Riportiamo il testo di questa testimonianza così come ci è stato donato dalla loro leader Titti

 

Testimonianza:

 

“Ciao Natalina,

non è facile per noi celluline esprimere tutti i sentimenti che abbiamo nel cuore,vogliamo solo ringraziare il Signore per averti per averti donata alla nostra cellula permettendoci di conoscerti.

Tu ci hai insegnato che cosa vuol dire amare Gesù di un amore vero e unico; la grande spiritualità che ti ha accompagnata per tutta la vita è stata per noi e per tutti coloro che hanno avuto la gioia di amarti,come una porta aperta verso la Vera Vita .Ora che riposi serena nelle braccia del Padre, prega per i tuoi cari e per tutti noi,che porteremo sempre il tuo ricordo ed i tuo esempio, nei nostri cuori

 

 

 

 

 

 

 

Sono venti anni che l’esperienza delle cellule parrocchiali di evangelizzazione è iniziata nella nostra parrocchia.

 

Nella settimana dal 18 al 22 giugno del 1997 sei fratelli della parrocchia (Ugo,Pasquale,Cristina,Vanda ,Giovanna.M,Giovanna.S parteciparono insieme al viceparroco don Gian Matteo Botto al seminario di S.Eustorgio a Milano,dove veniva illustrato il metodo delle cellule.

In occasione della Solennità dell’Assunta,il 15 agosto 1997,fu rivolto un invito

a chi volesse,della nostra comunità parrocchiale, iniziare l’esperienza delle Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione,a partecipare al “Primo seminario leader” organizzato in parrocchia, per poi proporre l’esperienza delle cellule a tutti i parrocchiani a conclusione della Missione Cittadina .

Il primo seminario leader si svolse dal 13 Settembre al 18 Ottobre 1997. Gli iscritti furono 14 ma due(Clelia ed Anna.B) si ammalarono e non poterono proseguire.

I 12 partecipanti ,terminato il primo seminario leader, iniziarono le 2 cellule provvisorie che si riunirono settimanalmente rispettivamente a casa di Vanda (Vanda,Maria Felicita,Anna.C,Giovanna.M,Carla,Rossana.B) e a casa di Paola e Vincenzo(Paola,Vincenzo.Pasquale,Concetta,Cristina,Giovanna.S) in modo di assimilare il metodo e farne esperienza.

L’avvio delle cellule definitive(5 cellule 40 persone) avvenne il 6 Maggio 1998, durante la santa Messa delle 18.30 presieduta dal vescovo del settore Ovest della Diocesi di Roma, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Vincenzo Apicella.

In questi anni, con la Grazia di Dio,pregando per i membri del nostro ambiente di vita e condividendo con loro quel poco di Gesù che abbiamo incontrato , ci siamo sforzati di aiutare alcuni fratelli ad avvicinarsi e/o riavvicinarsi al Signore motivandoli e facilitandoli a prendere parte in maniera attiva ai servizi che vengono svolti nella parrocchia.

Ci siamo incontrati in chiesa,oggi sabato 26 agosto alle ore 10.30,per accompagnare Nicoletta Viscillo nel giorno del suo funerale,pregando per lei e per la sua famiglia.Come ha detto il sacerdote ,durante la celebrazione,Nicoletta la ricordiamo per tuttto il bene che ha fatto per tanti anni nella comunità parrocchiale,in particolare nel suo servizio di catechista e ministro straordinario dell'eucaristia;alle persone con cui veniva in  contatto nello svogimento del suo servizio non faceva mancare ,anche in seguito,la sua vicinanza ,il suo sostegno,la sua cura nella loro vita.

Persona sempre attenta alle novitò nella Chiesa,Nicoletta aveva aderito al cammino delle cellule parrocchiali di evangelizzazione partecipando al corso di formazione per leader di cellula organizzato nella nostra parrocchia nell'anno 1999 e diventando in seguito leader di una cellula ,la numero 16,fino al 2008.

Ringraziamo il Signore di averla donata alla nostra comunità.

L ‘invito a questo evento diceva così:

“ Carissimo/a,                      
è con grande gioia che invitiamo te e tutti i giovani della tua realtà delle Cellule all’incontro che si terrà dal
29 aprile al 1 maggio 2017 proprio là dove le Cellule sono nate: a Milano, presso la Parrocchia di Sant'Eustorgio.
Dopo il primo incontro, svoltosi a Città di Castello, vogliamo riproporre questa avventura per conoscerci, condividere e gioire assieme! Il titolo dell'incontro,
Io scelgo Te, spalanca il cuore al mondo ricorda con forza che mettere Gesù al centro della propria vita fa incontrare la gioia vera, fa correre verso il mondo con fiducia e amore..Che cosa aspetti? Spalanca il tuo cuore!!!
L'Equipe Giovani”

Tre giovani della nostra comunità parrocchiale sono andati ed hanno vissuto con grande gioia questo evento.

Di seguito é  riportata  la testimonianza di due di loro :

 

"Sono stati  giorni intensi, quelli cheho vissuto per tutto il periodo nella basilica di S.Eustorgio di Milano; in primo luogo per l'ambizione che aveva questo progetto:radunare tati giovani d'italia uniti dalla passione per Gesù e per la sua parola.In secondo luogo,per quel sentire comune di evangelizzare le persone che ci circondano, portando il vangelo nelle nostre case, tra i nostri amici o semplicemente nelle nostre azioni quotidiane. Con canti, balli e tante risate ci siamo sentiti fin da subito un’unità, o meglio, Comunità, noi giovani “cellulini” provenienti dalle zone più disparate dell’Italia sembravamo, fin dall’ingresso in quella bellissima area museale che ci ha ospitato, facenti parte di una unica famiglia.La bellezza e la sacralità di quel  luogo,la Basilica di S.Eustorgio, che non tutti ricordano ma fu il primo Duomo di Milano, è un luogo ricco di storia e pieno di tesori per noi cristiani: dalle reliquie dei Re magi, al cimitero paleocristiano, alla tomba funeraria di San Pietro di Verona martire. Tutto questo ha fatto da contorno per riflettere profondamente sui noi stessi e sulle nostre paure, coadiuvati dalla bellissima introduzione di Don Pigi, che ha dato testimonianza della sua tenacia e simpatia nonostante i suoi 86 anni, e la sua profonda passione per ciò che ha fatto e ancora oggi fa. A seguire Don Samuele e poi Don Giacomo ci hanno spinto a indagare sui nostri momenti più bui, sulle “nostre notti”, per scoprire la bellezza della luce del Mondo, il nostro salvatore Gesù Cristo per riscoprirlo e seguirlo in risposta alla sua chiamata come appunto dice il titolo di questo seminario “IO SCELGO TE ”.                                                                               

  Invito caldamente altri giovani a partecipare a questo seminario ricco di tematiche bibliche, lette in chiave allegra e divertente, con spunti biblici rapportati alla vita quotidiana di oggi. Un vero percorso di fede improntato a suscitare una forte analisi introspettiva che porta inevitabilmente ad una crescita ed ad una profonda riflessione interiore."

 

Diana

 

L'esperienza che ho vissuto lì è stata unica, una cosa che son rimasto senza parole, che mi ha portato a trovare la serenità interiore in solo tre giorni, quello che a Roma in quasi due anni non ci sono riuscito  anche  trovandomi molto bene nella parrocchia e nella comunità di cui faccio parte. Il momento più bello che ho vissuto lì, è quello della condivisione nella quale mi sono messo a nudo senza avere pudore di niente e senza pensare al giudizio delle persone, condividendo e dicendo quello che sentivo dal cuore. Le persone che ho conosciuto e la famiglia che ci ha ospitato ci hanno accolto in modo straordinario. Mi ha aperto tanti nuovi spunti su come affrontare la mia fede, di rafforzarla sempre di più e di non sentirmi più solo. Di questi incontri ne farei altri 1000 perché ogni giorno impari e provi cose nuove e al tempo stesso attraverso la fede stringi nuovi legami; é una esperienza da far conoscere a  nuove persone un'esperienza che se non si prova non si può spiegare. Questo incontro di Milano mi ha dato finalmente la possibilità di avere le idee più chiare su quello che vorrei fare per servire Dio e per l’evangelizzazione....un giorno vorrei aiutare tutti quei ragazzi che non si possono permettere di studiare o che si trovano per strada accogliendoli e testimoniando attraverso la parola di Dio che siamo tutti uguali.Vorrei inoltre motivare nuovi giovani ad evangelizzare attraverso le diverse esperienze che hanno avuto. Voglio chiudere questa mia testimonianza con questa frase che mi è rimasta in mente dall'incontro: questi miei sbagli sono Angeli e carezze di Dio, senza passi falsi non sarei quello che sono. ....Grazie di tutto e di questa esperienza che ho vissuto.

 

 

 

Rocco

 

 

 

 

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